Nuova protesi per
AnnagraziaAnnagrazia è una ragazza di 12 anni affetta da un’agenesia totale della tibia, una diagnosi che ci è stata comunicata al quinto mese di gravidanza dal mio ginecologo durante la prima ecografia strutturale. Ricordo ancora quel momento come se fosse ieri. Inizialmente mi rassicurò, dicendomi che tutto sembrava nella norma, poi, con gentilezza, mi invitò a uscire per mangiare un pezzo di cioccolato, spiegandomi che aveva difficoltà a prendere le misure del femore. Quando rientrai, mi diede la notizia: la bambina era priva della tibia. Mi fece sdraiare nuovamente sul lettino e mi mostrò l’ecografia, rivelandomi che non solo mancava la tibia, ma anche la rotula del ginocchio. Era presente solo il perone e il piedino era torto.
È inutile nascondere la paura, l’ansia e la preoccupazione di fronte a quella che sembrava una sfida immensa. All’epoca, oltre a questa notizia, dovevamo già occuparci di un figlio autistico di 10 anni e di un bambino di appena 18 mesi. Ma nulla ci ha fermati: io e mio marito, senza alcun supporto esterno, abbiamo deciso di affrontare la situazione con determinazione, documentandoci per capire cosa ci aspettasse dopo la nascita di Annagrazia.
Quando è venuta al mondo, è diventata per noi “la nostra Grazia”, e non è solo un gioco di parole! A due mesi l’abbiamo portata a Bologna per una visita con il professor Donzelli, che ci informò che, nei suoi primi otto mesi di vita, avrebbe dovuto sottoporsi a interventi mirati per migliorare la sua mobilità. Il primo intervento fu per correggere il piede torto, ma purtroppo, una volta rimosso il fissatore che doveva mantenerlo dritto, tutto tornò come prima.
Durante la crescita, Annagrazia non ha mai vissuto la sua condizione come un limite. Ha sempre trovato modi alternativi per muoversi: a casa si spostava gattonando, all’asilo usava una piccola bicicletta e, se necessario, saliva da sola sul passeggino per farsi trasportare da una classe all’altra.
A quattro anni ha subito l’amputazione dell’arto fino alla parte superiore del ginocchio. Prima di prendere questa decisione, abbiamo consultato numerosi specialisti in tutta Italia e persino luminari in Svizzera, ma nessuno ci ha mai garantito che avrebbe potuto camminare senza dover affrontare una lunga serie di interventi, almeno una ventina, prima di ottenere qualche risultato. Dopo l’amputazione, abbiamo iniziato un percorso di riabilitazione presso il centro di S. Marinella, lavorando sia sul piano fisico che psicologico. Ci sono stati momenti difficili, ma Annagrazia ha sempre affrontato tutto con coraggio e una forza straordinaria.
Oggi è una ragazza studiosa e piena di risorse, anche se la società, compresi i suoi coetanei, non è sempre gentile con lei. Spesso si trova a dover affrontare sguardi e parole che la fanno sentire inadeguata, ma non si lascia abbattere. Le sue passioni sono la danza e la recitazione, ma di recente ha scoperto un nuovo amore: lo sport paralimpico.
Durante un evento di sport e inclusione organizzato dal Bambino Gesù di Palidoro, grazie all’Itop, ha indossato per la prima volta una protesi da corsa. In quell’occasione, è stata notata da un allenatore della Nazionale paralimpica, che le ha proposto di intraprendere questa nuova avventura. Con grande entusiasmo, Annagrazia ha accettato la sfida!
Grazie al supporto economico dell’associazione T.P.C. di Vincenzina Malcotti e alle Officine Ortopediche Itop, potrà continuare a inseguire il suo sogno e allenarsi con la sua protesi da corsa. È circondata da persone che credono in lei e che la sostengono in questo percorso, offrendole la possibilità di costruire un futuro in cui potrà realizzare i suoi sogni.
Annagrazia è la dimostrazione vivente che la determinazione e la passione possono abbattere qualsiasi ostacolo.
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